Abbiamo fatto decantare le emozioni del momento e dei giorni immediatamente seguenti e cominciamo a "pesare" in modo più circostanziato la soddisfazione, iniziando forse a capire che non si è trattato di un qualcosa di episodico, per quanto memorabile, ma di una pietra di posa: di un nuovo inizio per merito di Lewis Hamilton e di come e quanto la Ferrari sta cominciando a seguire le sue indicazioni.
Non è di questo, però, che vogliamo parlare: ci siamo presi qualche giorno prima di rendere merito a un episodio che potremmo definire secondario, ma che ci piace sottolineare perché ha al tempo stesso degli aspetti sostanziali in ambito comunicativo. Se non lo ricordate bene, magari perché stavate seguendo il gran premio insieme ad alcuni amici e le espressioni di soddisfazione vi facevano perdere il resoconto, riguardate e soprattutto riascoltate l'ultimo giro di Barcellona con il racconto e i toni di Carlo Vanzini.
In quella tornata il telecronista di SKY è riuscito a sintetizzare la vibrazione emotiva con un lucido e nitido resoconto di tutte le perplessità che avevano accompagnato l'approdo di Hamilton in Ferrari. In ambito comunicativo si è trattato di un vero e proprio pezzo di bravura, a maggior ragione perché esibito in un frangente in cui anche l'adrenalina del narratore era allo zenit.
Ci siamo già soffermati nei mesi scorsi a sottolineare quante cose l'uomo Vanzini ci abbia insegnato in seguito ai suoi duri attraversamenti esistenziali; ora è il caso di ricordare soprattutto a una certa tipologia di commentatori da "social bar" tanto al chilo la bravura e la tempestività di uno che le corse non solo le conosce dall'interno ma che continua a farle vivere col massimo dell'immedesimazione possibile perché comunica al telespettatore intelligente quella passione che lui per primo avverte sulla pelle. Onore al merito.